Robert Nesta Marley...la vita di un profeta.

Robert Nesta Marley nasce il 6 Febbraio 1945,in un piccolo villaggio chiamato Rhoden Hall, ai piedi della collina di Nine Miles, da Cedella Booker, giovane contadina di origini africane, e Norman Marley, capitano (bianco) dell’esercito britannico delle Indie Occidentali, che abbandona la donna fuggendo dall’isola prima della nascita del figlio.

Bob Marley in pochi anni porterà alla musica Reggae e al movimento Rasta l’attenzione di tutto il mondo.

Bob ha un’infanzia povera e travagliata. Subisce una sorta di rapimento ad opera di conoscenti del padre all’età di quattro anni: strappato alla madre e al nonno è segretamente affidato ad un’anziana balia, lontano da casa.

Viene ritrovato dalla madre nel 1951, dopo oltre un anno dalla sparizione.

I due si trasferiscono dalla campagna alla città, in uno dei tanti degradati slum pressi di Kingston, nel dodicesimo quartiere della città, Trench Town, o KingstonTwelve.

Marley termina gli studi di base e inizia a lavorare come elettricista e saldatore nel 1959,stringendo una profonda amicizia con Neville O’Riley (successivamente conosciuto come Bunny Livingstone e poi Bunny Wailer),che lo farà avvicinare sia alla musica che alla spiritualità, e del quale diventerà anche fratellastro (dopo l’unione della madre di Bob col padre di Bunny).

In questo periodo (1960) Marley e Bunny entrano in contatto con il maestro Joe Higgs, cantante Rasta molto influente tra i

sufferah degli slums (suoi discepoli nelle lezioni gratuite di tecnica musicale), che ispira loro suggestioni

politiche legate alla nonviolenza e alla fede religiosa, e li tiene lontani dal movimento di giovani teppisti che si va affermando sull’isola in quegli anni,i rude boys.

Higgs presenta Bob e Bunny a un altro giovane cantante,Winston McIntosh (poi Peter Tosh), col quale si instaura un’immediata amicizia e collaborazione musicale, che nel 1961 sfocia in un vero e proprio gruppo, The Teen Agers, tra il genere Ska e il Mento.

Marley, appena diciassettenne, ha la possibilità di incidere nel 1962 i primi singoli come solista (Judge Not e One Cup of Coffee).

Divengono famosi sull’isola nel 1964 col nome di Wailing Wailers grazie al singolo Simmer Down (“Calmatevi”, rivolto

ai rude boys cui danno voce, cercando di indirizzarli a scelte più etiche).

Nel 1966 il musicista è costretto a trasferirsi negli Stati Uniti con la madre, in cerca di un lavoro e dei soldi per poter aprire un

negozio di dischi. Solo la moglie (Rita Anderson) dunque potrà assistere il 21 aprile all’arrivo sull’isola del Negus Selassiè I.

In seguito alla “sacra visita”, in Giamaica si afferma fortemente la dottrina Tafari: Marley stesso torna in patria e inizia a seguirne più rigorosamente i precetti, ritirandosi per lunghi periodi negli insediamenti segreti Rasta sulle montagne.

nel 1967 , Bob crea a Kingston il suo primo marchio discografico, la Wailing’N’Soul’M Records.

Ma i primi successi portano subito ai primi problemi, dato che dopo un anno i tre componenti del gruppo (Marley, Tosh e Livingstone) sono dichiarati sovversivi e vengono arrestati, seppure per poco tempo.

Nel 1976 Marley passa dalla teoria alla pratica organizzando nella capitale giamaicana lo Smile Jamaica!, un “concerto di pace” per il suo Paese.

In questi anni infatti gli scontri tra le fazioni del Partito Laburista Giamaicano (Jlp), fondato dal conservatore Bustamante, e del Partito Nazional Popolare (Pnp), del socialista Manley (di cui il cantante era inizialmente sostenitore), stanno degenerando in guerriglie armate, fomentate per le strade da rude boys mercenari, tanto che viene stabilito il coprifuoco. Il musicista ritiene opportuno far riconciliare i due leader prima che sia troppo tardi.

Malauguratamente,due giorni prima del grande evento un gruppo di uomini incappucciati entra nella casa di Marley, il centro culturale di Hope Road a Kingston, e sparando all’impazzata tenta di uccidere cantante e famiglia, nonché i membri della band presenti. Tutti restano feriti ma miracolosamente nessuno muore, e il concerto ha luogo comunque, grazie alla tenacia e al coraggio del Talawa (“forte, impavido” in lingua Ashanti-Twai) Tuff Gong Marley.

Nel 1980 Marley sostiene in prima persona le spese per l’organizzazione del concerto per l’indipendenza dello Zimbabwe, il 18 aprile: interviene una folla tale (oltre centomila persone) che per tranquillizzare il pubblico è necessario programmare un altro concerto, sempre gratuito, per il giorno successivo.

Prima della fine dell’anno, a seguito di un malore durante il consueto allenamento di jogging, la stella del Reggae è ricoverata d’urgenza, e la diagnosi non lascia speranze: stadio terminale di carcinoma maligno al cervello (dopo la notizia tiene simbolicamente un ultimo celebre concerto, a Pittsburg).

Robert Nesta Marley, aliasMister Music o Tuff Gong, prima di passare a miglior vita si fa battezzare secondo il rito della Chiesa Ortodossa Etiope col nome di Berhane Selassiè, “Luce della Trinità”.

Raggiungerà Zion nel mattino di sole dell’11 maggio 1981 (dopo aver cantato a lungo la canzone Keep on Mooving).

Infine, è necessario aprire una breve parentesi relativa alle circostanze della malattia di Bob: come accennato, nel luglio del 1977, mentre giocava una partita di beneficenza, il cantante viene colpito al piede destro dal presentatore radiofonico Danny Baker (si noti che sono passati solo pochi mesi dall’attentato-sparatoria nella sua casa di Hope Road, avvenuto nel dicembre del ’76). La ferita riportata da Bob all’alluce risulta molto grave,tanto che al momento del ricovero gli viene diagnosticato un principio di acral lentiginous melanoma, ovvero un tumore della pelle: ma essendo Marley un credente Rastafari rifiuta di “dividere il corpo che è a immagine di Jah”, ossia di farsi amputare il dito.

Purtroppo il risultato è che in meno di due anni attraverso metastasi il cancro raggiunge il cervello, lo stomaco, il fegato e i polmoni; sempre a causa della sua fede Bob si nega alla medicina tradizionale, e solo in fase terminale accetta le cure del dottor Josef Issels.

Sulla malattia di

Bob girano molte leggende, e probabilmente nessuna riporta il vero: forse l’infortunio occorso giocando a calcio non avvenne casualmente; c’è chi sostiene che la causa della ferita siano state addirittura le sue scarpe nuove (“manomesse” da qualcuno in modo che Bob si tagliasse); altri accusano direttamente il dottor Issels; altri sostengono la possibilità di un complotto tramato dalla Cia (in collaborazione col partito conservatore giamaicano Jlp) ai danni di Marley, col fine di avvelenarlo e mettere a tacere la sua “voce della verità”. Comunque una curiosa e indubitabile coincidenza è che l’ospedale di Miami dove Marley passa a miglior vita l’11 maggio 1981 (dopo un atterraggio aereo d’emergenza, mentre si recava in Giamaica) si chiamasse “Cedro del Libano”, una pianta secolare considerata sacra dai Rastafari.

 

 

 

 

 

 

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